Archivio Categoria: libri

Giu 26 2017

LETTERE A UNA CARMELITANA SCALZA
Giacomo Biffi
a cura di Emanuela Ghini
ed. Itaca

Lettere a una carmelitana scalza di Giacomo Biffi

Giacomo Biffi è un pastore “interessante” negli anni del post concilio, un teologo-pastore della Chiesa del XXI secolo.

Le lettere documentano la vivacità e l’intensità di un dialogo durato oltre cinquant’anni, dal 1960 al 2013.

Scrive Emanuela Ghini nell’introduzione: “Soprattutto testimoniano la fede granitica e una visione globale del cristianesimo, risposta alle più profonde domande esistenziali, di Giacomo Biffi.
Tutta la sua vita, nelle sue varie tappe, ha un riscontro in quanto egli racconta, con semplicità arguta e anticonformista ma insieme attenzione e cura di maestro nei confronti della corrispondente indocile e a volte ribelle, contestatrice e mai arresa al messaggio cristiano”.

Il filo d’oro della direzione spirituale attraversa queste lettere per indurre la consapevolezza che a tutti è offerta questa preziosa possibilità.

Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Permalink link a questo articolo: http://www.buonastampa.it/wordpress/?p=3172

Giu 26 2017

PAROLE D’AMORE
Francesco
ed. Centro Ambrosiano

Parole d'amore di Francesco

Un volumetto tascabile che raccoglie frammenti profondi e vivi che spaziano nell’esperienza dell’amore.

Sul treno, al bar, sotto l’ombrellone e nella sala d’attesa del medico di base, ovunque corre la vita papa Francesco trova le “parole” che dicono amore e fanno l’identità profonda del cristiano, parole che offrono all’esperienza dell’amore nel matrimonio un orizzonte immenso di bene.

Parole che offrono nell'”epoca di cambiamento” che stiamo vivendo un orientamento, una stella polare: Gesù, il Cristo.

Non inganni il piccolo formato del testo, il contenuto cammina per le strade del mondo alla ricerca di un dialogo vero con il cuore dell’uomo.

Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Permalink link a questo articolo: http://www.buonastampa.it/wordpress/?p=3168

Giu 26 2017

IL SIGNOR PARROCO HA DATO DI MATTO
Jean Mercier
ed. San Paolo

Il Signor parroco ha dato di matto di Jean Mercier

Un libro in cui i preti ritroveranno molte immagini dei loro parrocchiani, e i parrocchiani molti meccanismi del loro difficile vivere la fatica di dover accogliere i preti. È proprio davanti alla lettura della realtà, magari un po’ romanzata, che ritroviamo il volto delle nostre comunità, il ministero dei presbiteri e l’impegno pastorale di molti.

Tante domande, interrogativi appassionati e appassionanti e poi l’ironia di una ricerca positiva e coinvolgente: è questa la strategia pastorale.

Una buona lettura per l’estate, non per addormentarsi, ma per uscire dal guscio.

Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Permalink link a questo articolo: http://www.buonastampa.it/wordpress/?p=3165

Giu 26 2017

DELL’AMORE E DELLA NOTTE
Chiara M.
ed. San Paolo

Dell'Amore e della Notte di Chiara M.

La vita è segnata da prove. Il volume raccoglie la produzione letteraria di Chiara che, alla fine, consegna il suo cammino spirituale maturato nell’accettazione del quotidiano come luogo dove si realizza il dialogo tra il “Socio”, così chiama confidenzialmente Dio, e tutti coloro che sono segnati dal limite della sofferenza. E Dio diventa allora un interlocutore difficile, coerente, ma contemporaneamente luogo della speranza ancora e sempre possibile.

In un unico volume un percorso da personalizzare perché porti frutto.

Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Permalink link a questo articolo: http://www.buonastampa.it/wordpress/?p=3162

Mag 25 2017

20 giugno 2017
Papa Francesco a Bozzolo e Barbiana
DON MILANI e DON MAZZOLARI… intramontabili!

In libreria l’opera omnia di fresca pubblicazione di don Lorenzo e la raccolta dei diversi e numerosi testi di don Primo.

Due tomi per 2500 pagine pubblicati a maggio per i 50 anni della morte del priore di Barbiana

Don Milani

L’opera omnia di don Lorenzo Milani (1923-1967), comprensiva dei suoi libri e dell’epistolario, oltreché di numerosi inediti, approda nei Meridiani Mondadori, la prestigiosa collana che raccoglie autori e testi considerati classici.
Il doppio volume dedicato allo scomodo priore di Barbiana uscirà nel prossimo mese di maggio, a 50 anni esatti dalla morte del sacerdote autore di “Lettera a una professoressa” e “L’obbedienza non è più una virtù”. Direttore scientifico dell’iniziativa editoriale è Alberto Melloni, studioso di scienze religiose, professore ordinario di storia del Cristianesimo all’Università di Modena-Reggio Emilia, segretario della Fondazione per le scienze religiose di Bologna, che custodisce gran parte delle carte originali di don Milani.
L’impresa si intitola “Tutte le opere”: comprende complessivamente 2500 pagine (raccolte in due tomi indivisibili). Saranno raccolti tutti gli scritti editi e le numerose pagine inedite di don Milani. Nei “Meridiani” compariranno i soli due libri dati alle stampe in vita da don Milani: “Esperienze pastorali”, del 1958, che il Sant’Uffizio fece ritirare dal commercio; e “Lettera a una professoressa”, cui il priore deve la sua fama e che uscì a firma della Scuola di Barbiana un mese prima della morte di don Lorenzo. Troveranno spazio nei due tomi: l’epistolario privato; gli articoli su quotidiani e riviste dedicati a scuola, istruzione, emancipazione e sfruttamento del lavoro; e le due lettere pubbliche sull’obiezione di coscienza rivolte ai giudici e cappellani militari. Saranno raccolti, inoltre, tutti gli scritti sparsi, dalle prime composizioni giovanili ai bigliettini di cui don Milani si serviva per comunicare negli ultimi giorni di vita.
Battezzato durante le persecuzioni razziali, nel 1943 Lorenzo Milani entra in seminario a Firenze, e diventa sacerdote; cappellano a San Donato di Calenzano, vi fonda una scuola serale; presto rimosso dall’incarico e, nel dicembre 1954, mandato come priore a Barbiana, minuscola parrocchia di montagna nel Mugello, continua la sua attività didattica, all’insegna del motto “I care” (“Mi interessa”, opposto allo slogan fascista “Me ne frego”), in due stanze annesse alla canonica: le lezioni, che non conoscono né domeniche né vacanze, raccolgono i ragazzi dei dintorni, figli di contadini e di operai. Gravemente malato dal 1960, muore il 26 giugno 1967.

58 anni dalla morte del parroco di Bozzolo

Don Mazzolari

A conclusione dell’Eucaristia celebrata a Bozzolo domenica 23 aprile, presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, neopresidente dei Vescovi Italiani, in occasione del 58° anniversario della morte di don Primo Mazzolari, il vescovo di Cremona, Antonio Napolioni ha annunciato che il Papa ha “espresso il desiderio di recarsi in forma riservata e non ufficiale a pregare presso la tomba di don Mazzolari, nella chiesa parrocchiale di Bozzolo”. Lo si legge in una nota della curia diocesana, in cui si precisa che la visita è prevista nella mattinata di martedì 20 giugno.

Monsignor Napolioni “ha espresso la gioia sua personale e dell’intera comunità diocesana per l’annuncio inatteso, sottolineando come la visita che il Papa ha deciso di compiere nella nostra Chiesa particolare ancora una volta confermi la speciale sintonia di pensiero e di cuore con la testimonianza profetica di questo nostro sacerdote, ancora oggi parola eloquente per tutta la Chiesa”.
Il cardinale Bassetti ha sottolineato la grande eredità di don Primo: “Mazzolari è una delle figure di prete che hanno profondamente inciso nella mia formazione seminaristica” e ha aggiunto: “Quanto sono grato a don Mazzolari, a padre Turoldo, La Pira, don Milani e don Barsotti che, fin dalla giovinezza, mi hanno ispirato un umanesimo bello, profondo e cristiano, che ha nutrito la mia vocazione al sacerdozio. Essi mi hanno insegnato che la fede cristiana ti vuole incontrare nella tua umanità, perché tu sia anzitutto un uomo vero. È questa fede che ti porta a impegnarti per la dignità della persona umana, per l’inviolabilità dei suoi diritti”.
Il cardinale ha parlato di Mazzolari come un “profeta, testimone e pastore di anime. Amico della povera gente. Per lui il povero è quasi un fratello carnale di Gesù. Per lui il povero secondo il Vangelo è l’uomo: ecce homo”. “I poveri non gli hanno mai fatto paura perché li conosceva, non secondo le categorie sociologiche, ma attraverso il mistero di Dio, che li ha chiamati beati, riservando loro il suo Regno; perciò Mazzolari ha lasciato che fossero loro a parlare, a manifestarsi, perché nessuno potesse avere una scusa per non impegnarsi. Diceva: ‘il cristiano non dovrebbe contarli i poveri, ma abbracciarli'”.
Proseguendo l’omelia Bassetti ha dichiarato: “Caro Papa Francesco, tu hai descritto la Chiesa ‘ospedale da campo’. Molto prima del Concilio, don Primo Mazzolari aveva già pensato ‘all’ambulanza’ per questo ospedale”. E infine: “Don Primo ha lasciato a voi di Bozzolo, alla Chiesa di Dio che è in Cremona e all’intera Chiesa, un’eredità grande, da consegnare come testimone ‘sine glossa’, alle generazioni che verranno”.

Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Permalink link a questo articolo: http://www.buonastampa.it/wordpress/?p=3143

Post precedenti «