Archivio Mensile: settembre 2017

Set 15 2017

IL GUSTO PER LE COSE GIUSTE
Lettera alla generazione Z
Andrea Segrè
ed. Mondadori

Il gusto per le cose giuste Lettera alla generazione Z di Andrea Segrè

Un’appassionata lettera, che diventa anche manifesto politico, alla generazione Z. A tutti i ragazzi e le ragazze compresi tra i 13 e i 30 anni, a quei centennials nativi digitali che sono cresciuti con lo smartphone in mano. La loro vita è fatta di post alla perenne ricerca dei like, iperconnessi tra centinaia di amicizie virtuali. Ma la iGeneration è isolata anche quando si trova in mezzo alla gente.

Sfuggenti alle categorizzazioni, i giovani di oggi accolgono ogni sfumatura di diversità, criticano la superficialità e cercano passioni autentiche, lottando per rimanere fedeli a loro stessi, per guadagnarsi un futuro in un mondo instabile e precario.

A loro si rivolge in queste pagine Andrea Segrè – eclettico professore universitario, ideatore e promotore di tante iniziative visionarie come la campagna europea Spreco Zero e il più grande parco tematico agro-alimentare al mondo (F.I.CO) – per declinare una nuova «grammatica» che sfidi la palese ingiustizia di cui questa generazione Z è vittima: quella di non poter vedere il proprio futuro, bloccata com’è dall’assenza di prospettive.

Ma il futuro, comunque vada, sarà solo e soltanto loro: i giovani di oggi ne saranno i protagonisti. E bisogna che vi arrivino preparati, sapendo le cose giuste. Come? Imparando a guardare il presente da diverse angolazioni, perché la diversità è sempre una ricchezza e la contaminazione fra saperi aiuta a crescere; studiando, in una scuola aperta e inclusiva; cercando dei maestri di vita; sapendo dire anche «Basta!»; facendo proprio il rispetto dei limiti naturali; riconoscendo la reciprocità nella condivisione dei beni; rispettando la dignità delle persone e del lavoro; perseguendo – in una parola – un dolce «stilmedio», cioè una condotta, basata sull’equilibrio personale, sulla cura degli altri, sulla sostenibilità ecologica, sulla circolarità dell’economia.

Finito il tempo delle ideologie rimangono le idee, le visioni, i progetti e le azioni. E allora, in un mondo in cui l’identità è spesso derivata da ciò che si possiede, l’esortazione più profonda di un adulto ai giovani non può che essere: «Provate a trovare voi stessi». Questo libro spiega come.

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Set 15 2017

NON È UNA FEDE PER VECCHI
La prima generazione dei «nuovi credenti»
Claudio Cristiani
Prefazione di Silvano Fausti
EDB

Non è un paese per vecchi La prima generazione dei «nuovi credenti» di Claudio Cristiani

I giovani di oggi potrebbero essere la “prima generazione dei nuovi credenti”. È questa la tesi centrale del libro, sviluppata con un’attenzione tutta particolare per le straordinarie potenzialità dei ragazzi rispetto a una fede che sembrano rifiutare ma che, in realtà, spesso semplicemente ignorano.

E se invece riuscissero a conoscerla?
Se si lasciassero veramente interrogare da un messaggio che si offre di rispondere alle loro attese più profonde?

“Saremmo di fronte a una vera e propria “conversione”, che forse avremmo difficoltà ad accogliere o che addirittura, per certi versi, temiamo, perché richiederebbe anche a noi un cambiamento al quale non siamo preparati”, scrive Silvano Fausti nell’introduzione.

“La nascita di una generazione di nuovi e più autentici credenti interrogherebbe ancora una volta e in modo ancor più esigente noi tutti circa la vera natura della fede, costringerebbe a prendere una posizione non più scontata”.

Il libro propone una riflessione che può rivelarsi utile soprattutto a chi è impegnato a trasmettere il Vangelo alle nuove generazioni e per farlo si sforza continuamente di capire che cosa agita il cuore dei giovani rimanendo in dialogo costante e aperto con la Scrittura.

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Set 15 2017

PAPA FRANCESCO AI GIOVANI
VOI SIETE ARTIGIANI DI FUTURO
Gianfranco Venturi SDB
ed. San Paolo

Papa Francesco ai giovani Voi siete artigiani di futuro di Gianfranco Venturi SDB

La parola “artigiano” evoca l’arte, la bellezza, l’operosità, la genialità, la creatività, l’unicità e la novità (il manufatto non è prodotto in serie), la gioia dell’artista, uno sguardo verso ciò che ancora non c’è ma è nei sogni, la pazienza dell’attesa e la costanza e minuziosità nel lavorare, il gioco di mani-mente-fantasia…

Quando Papa Francesco invita i giovani a diventare «artigiani di futuro», si riferisce a tutto questo immaginario. L’essere o diventare artigiano di futuro è un atteggiamento permanente nella vita di un giovane, è ciò che lo fa giovane.

Questo libro, in vista del Sinodo dei Giovani del 2018, attraverso le parole del pontefice invita a riflettere su chi siano i giovani nella Chiesa e nel mondo, e invita loro a inventare e immaginare se stessi, con il coraggio di affrontare il futuro.

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Set 15 2017

STORIE RIBELLI
Luis Sepúlveda
ed. Guanda

Storie ribelli di Luis Sepúlveda

I racconti di una lunga vicenda umana, politica e civile che ripercorrono oltre quarant’anni di storia personale e corale. Pagine in cui affiora di continuo il narratore di razza. Si affacciano in questo libro temi come l’amicizia – con Saramago, Soriano, Neruda e altri -, il ricordo dei maestri, l’impegno per l’ambiente, la lotta per la libertà e per la difesa degli ultimi.

Storie ribelli si apre con il racconto dedicato alla memoria di Óscar Lagos Ríos, il più giovane della scorta che quel tragico giorno restò fino alla fine accanto al presidente Allende nel palazzo della Moneda, e si chiude con il testo scritto a caldo in occasione della morte di Pinochet.

Nella prefazione Luis Sepúlveda rievoca il momento emozionante in cui gli viene finalmente restituita, dopo tanto tempo, la nazionalità cilena.

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Set 07 2017

LO SPREGIO
Alessandro Zaccuri
ed. Marsilio, 2016

Lo spregio di Alessandro Zaccuri

La scrittura secca e precisa è una delle caratteristiche di questo romanzo che assume fin dalle prime pagine una tonalità tragica.

Siamo all’inizio degli anni Novanta: Franco Morelli, detto Il Moro, gestisce una trattoria al confine con la Svizzera, ma i suoi guadagni provengono da un insieme di attività illegali che vanno dall’appoggio al contrabbando alla prostituzione. Quando Angelo, il figlio tredicenne, scopre tutto questo la venerazione che nutre per il padre si trasforma in sorda ribellione e competizione, apparentemente accettata dal genitore, uomo di poche parole e ancora più di gesti e manifestazioni di qualsiasi sentimento.

Gli equilibri già precari saltano quando Angelo conosce Salvo, figlio di don Ciccio, malavitoso meridionale che con la famiglia è stato trasferito al nord. Salvo, spendaccione e ambizioso, rende partecipe Angelo di una realtà fatta di locali, conquiste femminili, notti in famose città ma, nonostante tutto, rimane fra i due una grande differenza di mentalità soprattutto sulla dimensione religiosa. Questa inconsapevolezza porta Angelo a commettere un errore che avrà tragiche e irrimediabili conseguenze, nonostante i tentativi del Moro di dialogare con don Ciccio, rispondendo ai sussulti, per quanto tardivi, di paternità.

Pur nell’asciuttezza della cronaca, il racconto ha una spiccata componente simbolica e mette a tema almeno due argomenti importanti: il rapporto padre/figlio (nelle due coppie speculari e contrapposte: Moro/ Angelo; don Ciccio/ Salvo) e la responsabilità personale delle proprie azioni, per cui ognuno paga per ciò che ha fatto.

Libro interessante pur con amaro e non inaspettato finale.

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