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Lug 13 2018

LETTERA SUL SUICIDIO
Lucio Anneo Seneca
Ed. EDB

Lettera sul suicidio di Lucio Anneo Seneca Ed. EDB

Nelle “Epistulae ad Lucilium” di Seneca si alternano lettere più brevi e altre che si configurano come brevi trattati sotto forma epistolare.

Tra queste ultime spicca la lettera 70, piuttosto corposa con i suoi ventotto paragrafi, che sviscera l’idea, tipicamente stoica, secondo la quale la vita non è sempre, di per se stessa, degna di essere vissuta.

Anzi, secondo la concezione etica tipica dell’élite romana, fortemente intrisa di stoicismo, ognuno è libero e deve sapere porre fine alla propria esistenza in una serie ben precisa di circostanze: quando, per esempio, si è afflitti da una malattia incurabile, nel caso del “taedium vitae” (espressione che potremmo quasi far corrispondere al moderno concetto di «depressione») o in tutti i casi in cui la dignità dell’individuo, o la sua libertà, sono definitivamente e senza speranza minacciate o stroncate.

Questo aspetto dell’autodeterminazione del saggio – uno dei punti di divergenza più interessanti tra la filosofia stoica e il cristianesimo, per tanti altri versi invece assimilabili -, si rivela di grande attualità anche nell’odierno dibattito etico-politico.

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