Archivio Tag: Ed. Feltrinelli

Set 26 2018

OLTRE L’INFINITO
Mauro Magatti
Ed. Feltrinelli

Oltre l'infinito di Mauro Magatti Ed. Feltrinelli

Nel 2008 la società della potenza tecnica, affermatasi a partire dal 1989, è entrata in crisi.

L’epoca della globalizzazione e della sua idea di potenza si è arrestata di fronte a un vortice di recessione che, forse, è irreversibile. O meglio, la crisi in corso sta imponendo alla storia una torsione inedita e inaspettata.

La potenza tecnica dispiegatasi in modo formidabile in quei vent’anni si trova nella drammatica impossibilità di risolvere i problemi che essa stessa ha generato.

Ogni catastrofe, ogni crisi, richiede un cambio di paradigma. Mauro Magatti compie un atto rivoluzionario e ragiona sulla deriva del mondo contemporaneo recuperando un’idea antica: la potenza.

Perché la potenza, spiega Magatti, è l’elemento che caratterizza la nostra specie dal punto di vista biologico e sociale.

«La vita umana non è mai determinata solo dal dato biologico o storico. Benché vincolata o limitata, la sua forma più caratteristica è quella di essere “possibilità”. È qui che si radica la libertà creativa dell’uomo».

La potenza è la capacità di sottrarsi all’immediatezza e alla necessità della natura, è la consapevolezza della soggettività, dunque è la facoltà di cogliere l’apertura delle possibilità per imprimere una propria direzione.

E da qui si deve partire per uscire dalla crisi del mondo contemporaneo. Recuperare il senso della possibilità in ogni ambito della vita significa rinunciare alla dittatura del presente, cambiare prospettiva, «riflettere sulla potenza che, come singoli e come collettività, siamo diventati capaci di produrre».

In fondo, l’obiettivo è uno solo: migliorare il nostro mondo.

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Ago 02 2018

VITTORIA
Barbara Fiorio
Ed. Feltrinelli

Vittoria di Barbara Fiorio Ed. Feltrinelli

Vittoria è senza lavoro, senza un compagno e riesce a stare in casa senza precipitare nell’angoscia solo il tempo di dare da mangiare al gatto. La sua rete di salvataggio saranno gli amici e un’inattesa svolta professionale: la fotomanzia.

“Mi piacerebbe trovare davvero la magia. Non quella dei tarocchi o delle manciate di sale grosso, ma quella in cui mi rifugiavo da piccola, dove tutto era possibile e fantastico. Negli anni ho scordato una delle magie più potenti: la leggerezza. Perché si può esorcizzare il dolore con la capacità di ridere. E si può essere straordinari senza prendersi terribilmente sul serio.”

Vittoria non crede nella spiritualità dei manuali, negli aforismi da calamite e di certo non crede nei cartomanti: molto meglio un piatto di trenette al pesto con un’amica che farsi leggere i tarocchi.

Fotografa genovese di quarantasei anni con alle spalle alcune pubblicità di successo, Vittoria è sempre riuscita a navigare tra le difficoltà della vita, sostenuta da un valido bagaglio di buon senso, dall’ironia e dal suo grande amore: Federico.

Quando però lui se ne va, lasciandola sola in una casa piena di ricordi, il mondo le crolla addosso. Disorientata e in piena crisi creativa, Vittoria si ritrova al contempo senza compagno, senza lavoro e con l’angoscia di non sapere più cosa le riserva il futuro.

A corto di opzioni e di soldi per pagare le crocchette a Sugo, il suo fidato gatto, finirà per fare quello che ha sempre disdegnato e che, suo malgrado, le riesce benissimo: leggere i tarocchi a una pletora di anime gentili che, come lei, hanno il cuore spezzato.

Tra la carta dell’Eremita che le ricorda Obi-Wan Kenobi e la Ruota della fortuna che sembra un party lisergico, ritroverà anche la creatività, scattando fotografie ai suoi clienti e arrivando a inventarsi una nuova professione: la fotomanzia.

Così, senza rendersene conto, tornerà pian piano ad ascoltare il mondo che la circonda, trovando la forza di rialzarsi, di dare agli altri e di credere in se stessa.

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Giu 18 2018

L’EDUCAZIONE
Tara Westover
Ed. Feltrinelli

L'educazione di Tara Westover Ed. Feltrinelli

Tara, la sorella e il fratello sono nati in una famiglia di mormoni anarco-survivalisti delle montagne dell’Idaho. Non sono stati registrati all’anagrafe, non sono mai andati a scuola, non hanno mai visto un dottore.

Sono cresciuti senza libri, senza sapere cosa succede all’esterno o cosa sia successo in passato. Fin da piccolissimi hanno aiutato i genitori nei loro lavori: d’estate, stufare le erbe per la madre ostetrica e guaritrice; d’inverno, lavorare nella discarica del padre, per recuperare metalli.

Fino a diciassette anni Tara non ha idea di cosa sia l’Olocausto o l’attacco alle Torri gemelle. Con la sua famiglia, si prepara alla prossima fine del mondo, accumulando lattine di pesche sciroppate e dormendo con il sacco d’emergenza sempre a portata di mano.

Il clima in casa è spesso pesante. Il padre è un uomo dostoevskiano, carismatico quanto folle e incosciente, fino a diventare pericoloso.

Il fratello è chiaramente disturbato e diventa violento con le sorelle. La madre cerca di aiutarla ma rimane fedele alle sue credenze e alla sottomissione femminile prescritta.

Poi Tara fa una scoperta: l’educazione. La possibilità di emanciparsi, di vivere una vita diversa, di diventare una persona diversa.

Una rivelazione. Il racconto di una lotta per l’auto-invenzione. Una storia di feroci lealtà famigliari e del dispiacere che viene nel recidere i legami più stretti…

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Giu 15 2018

LA STANZA DI SOPRA
Rosella Postorino
Ed. Feltrinelli

La stanza di sopra di Rosella Postorino Ed. Feltrinelli

“È la storia d’un drammatico smarrimento: reso da una scrittura precisa, tagliente” Ermanno Paccagnini, Corriere Della Sera.

“Nel petto, qualcosa è incastrato come una tagliola.”

Per fuggire, quel qualcosa – che poi è il cuore – può soltanto esplodere. C’è una crudeltà anche nel liberarsi, anche nel crescere.

Lo scopre presto Ester, intrappolata nell’adolescenza, in una provincia indolente, in una casa in cima a una scalinata che ha una stanza al piano di sopra, dove suo padre vive immobile da quando lei aveva cinque anni.

Ora di anni lei ne ha quindici e per quel silenzio affilato, spaventoso, per la soglia di quella stanza che non riesce a varcare, se non quando il padre è sprofondato nel sonno, per la madre rassegnata, per l’amica cui può raccontare tutte le storie, ma non l’unica che importi, Ester cerca, senza quasi saperlo, un gesto che spezzi l’incantesimo, che faccia esplodere il presente immobile e i frammenti di un passato che non tornerà. Anche se ha paura. Anche se la luce di fuori può ferirla.

Rosella Postorino definisce in questo romanzo d’esordio il campo della sua letteratura, le ossessioni che saranno condensate nel fortunato Le assaggiatrici – la cattività, il corpo come linguaggio e principio d’interpretazione della realtà –, con uno stile quasi compresso, che si muove sul crinale che separa la fragilità dalla rabbia, dal bisogno di cambiare il mondo, cambiando prima di tutto noi stessi.

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