Archivio Tag: Mauro Magatti

Set 26 2018

OLTRE L’INFINITO
Mauro Magatti
Ed. Feltrinelli

Oltre l'infinito di Mauro Magatti Ed. Feltrinelli

Nel 2008 la società della potenza tecnica, affermatasi a partire dal 1989, è entrata in crisi.

L’epoca della globalizzazione e della sua idea di potenza si è arrestata di fronte a un vortice di recessione che, forse, è irreversibile. O meglio, la crisi in corso sta imponendo alla storia una torsione inedita e inaspettata.

La potenza tecnica dispiegatasi in modo formidabile in quei vent’anni si trova nella drammatica impossibilità di risolvere i problemi che essa stessa ha generato.

Ogni catastrofe, ogni crisi, richiede un cambio di paradigma. Mauro Magatti compie un atto rivoluzionario e ragiona sulla deriva del mondo contemporaneo recuperando un’idea antica: la potenza.

Perché la potenza, spiega Magatti, è l’elemento che caratterizza la nostra specie dal punto di vista biologico e sociale.

«La vita umana non è mai determinata solo dal dato biologico o storico. Benché vincolata o limitata, la sua forma più caratteristica è quella di essere “possibilità”. È qui che si radica la libertà creativa dell’uomo».

La potenza è la capacità di sottrarsi all’immediatezza e alla necessità della natura, è la consapevolezza della soggettività, dunque è la facoltà di cogliere l’apertura delle possibilità per imprimere una propria direzione.

E da qui si deve partire per uscire dalla crisi del mondo contemporaneo. Recuperare il senso della possibilità in ogni ambito della vita significa rinunciare alla dittatura del presente, cambiare prospettiva, «riflettere sulla potenza che, come singoli e come collettività, siamo diventati capaci di produrre».

In fondo, l’obiettivo è uno solo: migliorare il nostro mondo.

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Mar 24 2017

PREPOTENZA IMPOTENZA DEPONENZA
di Mauro Magatti,
Marcianum Press, 2015, pp. 53

Prepotenza impotenza deponenza di Mauro Magatti

Può una categoria grammaticale legata, per di più alle lingue antiche, aiutarci ad interpretare il nostro presente? Sì risponde l’autore in questo libro piccolo di spessore ma assai stimolante nei contenuti. Trascrizione di una conferenza tenuta durante il festival biblico di Vicenza due anni fa, il testo mantiene la tonalità discorsiva offrendosi come una lettura agevole ma ricca di spunti di riflessione non scontati. Il discorso si articola su tre parti, come suggerisce il titolo.

Nella prima l’autore, a partire dalla crisi dilagata dal 2008, si sofferma sul concetto di potenza passato oggi da una dimensione politica ad una tecno-nichilista. La lunga marcia della libertà ha accentuato la consapevolezza del diritto di ciascuno a vivere la propria vita personale, in una costante crescita dei mezzi che la rendono possibile, facendo pensare ad una libertà in continua espansione. Il risultato è stato la produzione della prepotenza che cancella ogni riferimento all’altro da sé. Accanto a questo – e siamo alla seconda parte – si cancella l’impotenza con il risultato di cancellare un’importante dimensione della vita umana. Per risolvere questa contraddizione l’autore nella terza parte propone la figura dell’adulto deponente (contrapposto all’adolescente) e capace di non stravolgere il mondo con la sua azione ma neppure disposto a rinunciare al proprio agire perché sa unire la dimensione di attività e passività della vita.

Una prospettiva interessante con cui confrontarsi in tempo di insofferenza dei limiti e di protratta adolescenza.

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Giu 11 2016

Mauro Magatti sull’uomo disincantato e il senso religioso

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Volentieri vi invitiamo all’incontro di martedì 14 giugno con Mauro Magatti dell’Università Cattolica di Milano: è il primo appuntamento di un ciclo organizzato dagli “Amici di Pensare Cristiano” e dalla loro Scuola di Pensiero Generativo. La conferenza di Magatti si intitola “Cielo vuoto, terra desolata. L’uomo disincantato nel regno delle passioni deboli” e si svolge a partire dalle 20,30 presso la sede di Confindustria Bergamo, in Sala Giunta, via Camozzi, 64 – Bergamo.
Il tema parte dal presupposto che l’Occidente è l’unica parte del globo in cui il senso religioso sembra scomparire. Com’è potuto accadere? Che legame sussiste con gli imprevisti della Riforma protestante, il benessere, la potenza tecnica, la globalizzazione? Come vive l’uomo occidentale, disincantato e privo di speranza, ma allo stesso tempo ricco di possibilità materiali ed emotive? Come risponde alle questioni fondamentali: identità, legame, tempo, azione?
 

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