Archivio Tag: Rizzoli

Gen 17 2019

IL RUMORE DELLE PAROLE
Vittorino Andreoli
Ed. Rizzoli

Il rumore delle parole di Vittorino Andreoli Ed. Rizzoli

Vittorino Andreoli mette in scena in queste sue nuove pagine un teatro della verità a tratti autobiografico. Smaschera i pregiudizi del nostro tempo, che considera la vecchiaia come l’età della vergogna, dimenticando che la fragilità del vecchio è la rappresentazione della condizione umana, del significato stesso dell’uomo nel mondo.

Al ventiduesimo piano di un condominio di periferia vive un vecchio. Non esce mai, non incontra nessuno, nemmeno i figli o i nipoti lo vanno a trovare. Il mondo che sta là fuori gli è estraneo, eppure lui sente che, pur non avendo più alcun ruolo sociale, la sua esistenza ha ancora un senso.

Del resto, che la vecchiaia inizi a sessantacinque anni è una pura convenzione stabilita dalla società fondata esclusivamente sul lavoro e sul denaro.

Così si siede davanti a un microfono e, invece di rompere la sua solitudine varcando la porta di casa diretto al bar o ai giardinetti, apre la porta verso l’universo virtuale ed entra nella rete.

Con grande “sospetto” e incertezza racconta le sue riflessioni su alcune parole che hanno riempito la sua esistenza. Democrazia, assurdità, bellezza e vecchiaia: sono questi i termini attorno a cui costruisce quattro lezioni virtuali.

Le sue sono parole al vento o c’è qualcuno disposto ad ascoltarlo? Con un certo stupore il vecchio scopre che il suo pubblico cresce lezione dopo lezione. Abbattuto il muro che lo escludeva da qualsiasi relazione, si rende conto di avere di nuovo una voce.

Sa di essere fragile, ma è proprio quella fragilità a renderlo più umano. Nella dimensione del “noi” che emerge a poco a poco, capisce che l’unica cosa che conta davvero è il presente e che “vivere non è parlare, ma correre da chi ha bisogno”.

Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Permalink link a questo articolo: http://www.buonastampa.it/wordpress/?p=5730

Set 17 2018

LA REPUBBLICHINA
Giampaolo Pansa
Ed. Rizzoli

La Repubblichina di Giampaolo Pansa Ed. Rizzoli

L’ho vista anch’io una rapatura delle donne fasciste, catturate nei giorni conclusivi della guerra civile. Era la fine di aprile del 1945 e andavo per i dieci anni. Oggi sono un vecchio signore curioso, ma già allora ero un ragazzino che si sentiva padrone della sua piccola città.

Nell’attesa che riaprissero le scuole elementari, dove frequentavo la quinta poiché ero avanti di un anno, trascorrevo il tempo libero nella modisteria di mia madre Giovanna e nelle strade del centro. Conclusa la guerra e finiti i bombardamenti degli Alleati, non esistevano altri pericoli in città.

In questo modo mi sono trovato di fronte a vicende che non pensavo di scoprire. Una fu la tosatura delle prigioniere repubblichine, avvenuta non in piazza del Cavallo come racconto in questo libro, bensì in una piazza secondaria, davanti a una caserma in sfacelo, diventata un rifugio di senzatetto e di prostitute malandate.

Tra le donne sottoposte a quel supplizio, una era molto giovane e bella. La sua figura è sempre rimasta nella mia memoria, tanto da ispirarmi il personaggio centrale di questo libro: Teresa Bianchi, detta Tere.

Una maestra elementare sui vent’anni, tanto appassionata della propria missione da prendere la tessera del Partito fascista repubblicano pur di insegnare in una scuola della città.

Di solito i miei libri sulla guerra civile e sul dopoguerra sporco di sangue non hanno per protagonisti dei fascisti repubblichini se non come vittime delle vendette partigiane.

Un revisionismo a senso unico ha fatto sparire i tanti italiani, civili e militari, rimasti fedeli a Benito Mussolini. Eppure furono soprattutto loro a sopportare gli eventi più angosciosi dell’ultima fase della guerra nel nostro Paese. Come le stragi provocate dagli aerei da bombardamento americani, spesso imprecisi e affidati a piloti che volevano liberarsi del loro carico micidiale e ritornare al sicuro nelle basi di partenza.

Oppure come l’inferno delle violenze compiute dai marocchini in Ciociaria, con migliaia di donne stuprate sotto lo sguardo indifferente dei generali francesi, primo fra tutti Charles De Gaulle. La mia Tere affronta con fermezza e coraggio il furore dell’ultimo atto della guerra mondiale in casa nostra e il caos del dopoguerra.

Di certo è una repubblichina, ma soprattutto un’italiana con una qualità che ho ritrovato in tutte le donne incontrate nella mia vita: la pazienza generosa.

G.P

Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Permalink link a questo articolo: http://www.buonastampa.it/wordpress/?p=5420

Mag 04 2018

L’UOMO DI GESSO
C.J. Tudor
Ed. Rizzoli

L'uomo di gesso di C.J. Tudor Ed. RizzoliSono trascorsi trent’anni.
Ed Munster adesso è un uomo, è rimasto a vivere nella stessa cittadina e insegna nella scuola locale.

Abita nella bella casa che gli ha lasciato la madre e affitta una stanza a una studentessa vivace da cui è attratto, suo malgrado.

Ed sembra essersi lasciato il passato alle spalle, quell’estate del 1986 in cui era un ragazzino e trascorreva giorni interi con i suoi amici.

Tra infinite corse in bicicletta, spedizioni nei boschi che circondano la pittoresca e decadente Anderbury e i pomeriggi a scuola, il loro era un tempo sereno: erano una banda, amici per la pelle.

E avevano un codice segreto: piccole figure tracciate col gesso colorato, per poter comunicare con messaggi comprensibili solo a loro.

Poi, un giorno, quei segni li avevano condotti fino al bosco.
Fino al corpo smembrato di una ragazza.

Chi sia stato l’artefice di un simile delitto, in questi trent’anni, non si è mai saputo.
Sono state percorse innumerevoli piste, tutte finite in vicoli ciechi, tutte rimaste fredde.

La verità di cosa sia successo quel giorno nel bosco non è mai emersa.
Ma adesso Ed ha ricevuto una lettera: un unico foglio, un uomo stilizzato, disegnato col gesso.

Anche gli altri hanno ricevuto lo stesso messaggio.
L’uomo di gesso è tornato.

Con un thriller ispirato alla migliore tradizione anglosassone, C.J. Tudor afferra il lettore in una spirale progressiva e inesorabile, dentro la quale, solo nelle ultime pagine, ogni tassello troverà il proprio posto. Quando il quadro si farà d’un tratto necessariamente chiaro.

Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Permalink link a questo articolo: http://www.buonastampa.it/wordpress/?p=4250

Mar 30 2018

DIO, UNA STORIA UMANA
Reza Aslan
Ed. Rizzoli

Dio una storia umana di Reza Aslan Ed. RizzoliIn “Gesù il ribelle” Reza Aslan ci aveva raccontato la complessa figura del Nazareno, restituendoci il ritratto dell’uomo vero che era Gesù, con tutte le sue contraddizioni.

Ora affronta un tema ancora più vasto e ambizioso: Dio, in tutte le sue forme e manifestazioni.

Gli studi, ci spiega, hanno dimostrato che i bambini faticano a distinguere tra uomini e Dio: quando si chiede loro di immaginare Dio, descrivono immancabilmente un essere umano dotato di capacità sovrumane.

E crescendo le cose non cambiano.

Si tratta di una proiezione non priva di conseguenze, perché attribuiamo a Dio non solo quello che c’è di buono nella natura umana – la compassione, la sete di giustizia – ma anche quello che c’è in noi di cattivo: l’avidità, l’intolleranza, la propensione alla violenza.

Secondo Aslan il desiderio innato di umanizzare Dio è iscritto nel nostro cervello e ciò lo rende una caratteristica centrale di quasi tutte le tradizioni religiose.

È quello che ci ha portato a formulare le prime teorie sull’universo e sul nostro ruolo al suo interno. Ha ispirato le nostre prime rappresentazioni fisiche dell’aldilà.

“Con questo non si vuole sostenere che Dio non esiste, o che ciò che chiamiamo Dio è totalmente un’invenzione dell’uomo” scrive Aslan.

Che in queste pagine non si pone l’obiettivo di dimostrare l’esistenza o la non esistenza di Dio ma, da brillante studioso e abile narratore qual è, percorre l’intera storia della spiritualità umana, dall’animismo primitivo alle grandi religioni monoteistiche fino alla mistica islamica: un lungo sforzo in continua evoluzione per dare un senso al divino rendendo Dio noi.

Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Permalink link a questo articolo: http://www.buonastampa.it/wordpress/?p=3996

Mar 09 2018

REALTÀ E GIOVINEZZA
Luigi Giussani
Ed. Rizzoli

Realtà e Giovinezza di Luigi Giussani Ed. RizzoliRealtà e giovinezza. La sfida ripropone dialoghi con i giovani e interventi su di essi, svolti da don Luigi Giussani tra il 1955 e il 1994. A distanza di anni, stupisce la loro pertinenza alla situazione attuale.

Anticipando una percezione oggi diffusa, grazie a una quotidiana convivenza con i giovani, don Giussani si era reso conto che il contesto educativo e sociale tendeva a fare tacere le loro esigenze fondamentali (verità, bellezza, giustizia, felicità), mortificando il desiderio che proprio nella giovinezza trova il suo momento più espressivo.

Abbandonata la carriera teologica per dedicarsi all’educazione dei giovani, prima nel Liceo classico Berchet di Milano e poi nell’Università Cattolica del Sacro Cuore, don Giussani ha rappresentato per migliaia e migliaia di ragazzi la possibilità di incontrare un adulto capace di ridestare – con la sua presenza – quelle esigenze fondamentali così tristemente ridotte dal mondo circostante.

Con la sua proposta educativa don Giussani ha mostrato qual è la strada per ritrovare le domande costitutive del cuore: “Imbattersi in persone in cui quelle domande sensibilmente determinino ricerca, aprano a una soluzione, provochino pena o gioia. Allora la montagna di sassi rotola via”.

Realtà e giovinezza. La sfida è un viaggio affascinante alla riscoperta della persona nella sua irriducibilità a qualunque potere umano; e un inno alla giovinezza come atteggiamento del cuore.

Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+

Permalink link a questo articolo: http://www.buonastampa.it/wordpress/?p=3807

Post precedenti «