Archivio Tag: Solferino Edizioni

Ago 06 2018

QUANT’È VERO DIO
Sergio Givone
Ed. Solferino

Quant'è vero Dio di Sergio Givone Ed. Solferino

Post-religiosi, atei, materialisti: nell’infinita gamma degli atteggiamenti dell’Occidente secolarizzato verso la religione sembra manchi solo quello più semplice: credere.

È ormai una scelta marginale? Una posizione in via d’estinzione? Niente affatto, tanto è vero che il bisogno di Dio sembra tornare prepotentemente alla ribalta ovunque nel mondo, in molti modi anche drammatici.

Perché? È opinione comune che la religione sia stata inventata dagli uomini per autoconsolarsi della propria condizione mortale.

Ma se le cose stanno così, perché tutte le religioni hanno sempre offerto ai fedeli e ai non-fedeli scenari inquietanti, dal giudizio finale al paradiso e all’inferno? Uno dei nostri maggiori filosofi si interroga e ci interroga, in un percorso incalzante e profondo che ha al cuore una domanda: davvero possiamo fare a meno della verità sull’uomo e sul mondo che solo la religione è in grado di comunicare?

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Ago 01 2018

LA MEMORIA DELL’ALBERO
Tina Vallès
Ed. Solferino

La memoria dell'albero di Tina Vallès Ed. Solferino

Joan e Jan, nonno e nipote, sono legati da un filo indissolubile. Per questo Jan fa salti di gioia quando viene a sapere che i nonni lasceranno Vilaverd per trasferirsi a Barcellona, a casa sua. Ma, con i sensi acuti tipici dell’infanzia, non tarda a capire che qualcosa non va. Il nonno non è più lo stesso.

Mentre i suoi genitori fanno il possibile perché la quotidianità scorra come sempre, Jan coglie il cambiamento nei gesti mancati, nelle parole non dette o sussurrate dietro una porta chiusa, nel cucù che Joan, orologiaio, non sa più riparare.

Persino quella lettera che è sempre esistita, la o che separa i nomi di Jan e Joan, gli appare una ferita aperta, minacciosa, un foro che inghiotte il volto del nonno, portandolo ogni giorno un palmo più lontano da lui: «Prima se ne andrà la memoria, poi io».

Nel commovente sforzo di non lasciarlo andare, Jan si tiene stretto alle storie del nonno, per costruire e conservare i ricordi che vivono nel cuore, non nella testa, e che per questo non possono svanire.

Vi si aggrappa con la tenacia dei bambini, come Joan aveva fatto con il suo salice piangente ferito da un fulmine, che a undici anni lo aveva guarito accarezzandolo con una mano di foglie, poco prima di essere abbattuto.

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